Il cliente non vuole prodotti, cerca idee

I tuoi prodotti fanno parte di un processo di visualizzazione: i clienti li notano solo se cambia il modello mentale

Inizia sempre così: crei un nuovo prodotto, l’idea è buona, la lanci. Poi c’è una prima ondata di vendite agli early adopter, i clienti entusiasti delle novità. A questo punto, i cicli di vendita diventano più lenti e si ha la sensazione di arenarsi. I primi clienti sono entusiasti, ma tutto sembra fermo. Cosa c’è che non va?

Spesso si dice, riferendosi all’efficacia di una soluzione: “se non lo vedo, non ci credo”. Ma se parliamo di nuovi prodotti, la frase si trasforma in “se non ci credo, non lo vedo”. Occorre, cioè, creare fiducia per indurre davvero i nuovi clienti a dare un’occhiata al nuovo rivoluzionario prodotto. Perché di nuovi rivoluzionari prodotti il mercato è già saturo. Per vendere i tuoi prodotti come “idee” utili a compratori e utenti, devi cambiare la loro mentalità e il loro modo di osservare il mondo. Senza il giusto mindset, non saranno capaci di vedere il problema, e non si accorgeranno di aver bisogno del prodotto.

Al potere dei “modelli mentali” pensava già il dottor Ignaz Semmelweis, un medico attivo a Vienna intorno a 1840. Si accorse che il tasso di mortalità per la febbre puerperale era inferiore di dieci volte quando i dottori si lavavano le mani prima di curare i pazienti, ma i colleghi respinsero le sue conclusioni e, addirittura, lo considerarono pazzo.

Questo perché nel 1840 si pensava alle malattie come a uno squilibrio interno dovuto all’alterazione di quattro “umori” nel corpo umano. Ogni malattia dipendeva dall’ambiente interno. Ecco perché i medici non consideravano importante il lavaggio delle mani.

L’innovazione genera interesse solo quando cambia l’obiettivo attraverso il quale vediamo il mondo. Le aziende che commercializzano e vendono con successo prodotti innovativi sono in grado di cambiare il modo in cui le persone pensano non solo a questi prodotti, ma anche a se stessi, al mercato e al mondo.

Come utilizzare, quindi, i modelli mentali per avvicinarti ancora di più ai potenziali clienti?

Innanzitutto, puoi provare a individuare cosa resta delle tue parole nella memoria degli utenti, cosa risulta poco chiaro, qual è la fase in cui il cliente passa dalla fase di osservazione a quella di interesse e comprensione.

Se i clienti non si interessano al tuo prodotto, i motivi sono due: o è un prodotto che non ha una specifica applicazione e utilità (e questo non può essere, dato che hai investito così tanto nel suo lancio), oppure il modo in cui provi a farlo conoscere è sbagliato.

Per questo, devi capire quali informazioni sono davvero chiare nei tuoi processi di marketing e comunicazione, e puntare principalmente su quelle per fare leva, in un secondo momento, su approfondimenti più completi e specifici – sempre senza complicare il linguaggio.

Il cliente apprezzerà il tuo prodotto solo se riesce a comprenderlo, perché questo lo farà sentire più intelligente.

A questo punto, cerca di capire quali i modelli mentali stanno ostacolando l’avanzamento del tuo piano.

  1. I clienti riescono a vedere, oggi, il collegamento tra un problema e la sua soluzione?
  2. I clienti che riconoscono il problema riescono a capire come, in futuro, la tua soluzione potrebbe risolverlo?
  3. I clienti che conoscono il problema e la soluzione riescono, poi, concretamente, a sfruttarla per trarne beneficio? In certi casi, infatti, il funzionamento delle soluzioni suggerite potrebbe risultare poco chiaro.

Per generare un reale cambiamento devi essere in grado di spiegare l’utilità dei tuoi prodotti, e per farlo ti serviranno storie potenti (non per niente, si parla comunemente di “storytelling”). I clienti non vogliono avere davanti agli occhi il tuo prodotto, ma essere in grado di visualizzare quello che deriva dal suo acquisto – l’idea di acquisto.

Nessuno vorrebbe fare la fine del dottor Semmelweis: ecco perché, con la giusta strategia, puoi guidarli passo dopo passo dalla scoperta alla conoscenza, e poi all’entusiasmo verso il tuo prodotto.

Molte aziende, ad esempio, utilizzano strumenti specifici per automatizzare le operazioni di marketing e vendita e agire velocemente su larga scala: è il caso di SistemaCRM, un gestionale che viene richiesto per fornire supporto ai clienti, creare relazioni e dialogare con loro ottimizzando tempi e costi.

Per svolgere le stesse operazioni possono essere utilizzati contemporaneamente un’infinità di strumenti, ma avere tutto in un’unica dashboard è senza dubbio più comodo. Ecco qualche informazione in più.